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domenica 5 aprile 2009

Esxence


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È una mostra da visitare come se sugli stand ci fossero quadri o statue, invece che bottiglie di profumo. Esxence, infatti, è una fiera internazionale dedicata alle fragranze d'autore, realizzate da artisti che usano gli odori come altri usano le note o i colori. Non ci sono i marchi più famosi, quelli che tutti conoscono grazie alla pubblicità, ma piccole aziende artigianali. E in molti stand è il creatore stesso a raccontare come sono nate le sue opere e a farle scoprire ai visitatori. Esxence, alla sua prima edizione, si svolge allo Spazio Pelota di via Palermo, 10 ed è aperta al pubblico oggi e domani "Speriamo che vengano persone davvero interessate a scoprire che il profumo può essere un'opera d'arte" spiega Silvio Levi, uno degli organizzatori dell'evento.

Per aprire la mente dei meno esperti nell'uso dell'olfatto, il profumiere Maurizio Cerizza, creatore dei Profumi di Pantelleria e della linea Calè, ha allestito uno stand dove fa annusare essenze come il pane tostato, la carta di giornale o il riso basmati. "Molto spesso l'ispirazione per un grande profumo nasce dalle cose quotidiane, quelle che abbiamo, letteralmente, sotto il naso tutti i giorni" sostiene Mark Buxton che, dopo un a vita passata a creare profumi per marchi di lusso come Comme des Garcons, ora lancia una linea di fragranze con il proprio nome.

Dopo aver riscoperto gli odori della vita quotidiana, sempre sotto la guida di Cerizza, il visitatore è invitato a sperimentare delle essenze particolari. Alcune, come lo zibetto (ingrediente fondamentale di Chanel n° 5), risultano da sole alquanto sgradevoli ma, combinate con fiori e spezie, producono capolavori olfattivi. "L'arte del profumiere" confessa Stéphane Humbert Lucas della maison Nez à Nez. "è trovare l'accordo che rende armoniose delle note olfattive dissonanti". Lorenzo Villoresi, tra i profumieri italiani più noti e apprezzati nel mondo aggiunge: "Grazie allo sviluppo della chimica, oggi disponiamo di una gamma di migliaia di odori naturali e sintetici. Come un pittore può usare tutte le sfumature del verde, il profumiere moderno può scegliere tra moltissime note verdi, cioè ispirate alla freschezza dell'erba e delle foglie". Infine, viene proposto un piccolo test: si sceglie, tra otto carte con disegni colorati, quella che più rappresenta il proprio carattere e a ciascuna è associata una particolare combinazione di essenze. "La profumeria artistica" spiega Levi "crea fragranze che esaltano la personalità di chi le indossa."

Un altro stand affascinante è quello del Museo del Profumo, gestito dal collezionista milanese Giorgio della Villa Ci sono pezzi unici come i flaconi, a forma di pipa o di sole, realizzati da Salvador Dalì per i profumi di Elsa Schiaparelli o quelli di Lalique per le prime fragranze Dior. "L'ambizione del museo" spiega il curatore " è di raccontare la storia dei cambiamenti sociali attraverso l'evoluzione della cosmetica".

Pubblicato su Il Giornale, il 4 aprile 2009

martedì 31 marzo 2009

Andy Tauer, uno svizzero fragrante



"C'era una volta un manager che aveva molti soldi e molto tempo libero" Andy Tauer (quello con i jeans e la camicia bianca) un chimico svizzero con i baffetti e l'aria un po' da nerd, ha iniziato così, tra il fiabesco e l'autoironico, il racconto della sua scoperta del mondo degli aromi, davanti a un gruppetto di appassionati, riuniti nel negozio Profumo di Milano. "Durante una vacanza in Kenya" ha continuato Tauer "con mia madre, dato che prevedevo di annoiarmi, ho portato moltissimi libri, tra cui Essence and Alchemy, scritto Mandy Aftel, guru della profumeria naturale americana. Mi ha affascinato e ho iniziato a fare esperimenti, mescolando oli essenziali e creando profumi per divertimento. Più tardi, un'altra donna, la profumiera Vero Kern mi ha tentato come Eva e mi ha fatto scoprire gli ingredienti sintetici".
In realtà, quello delle essenze "naturali" è un falso mito creato dal marketing e dalla diffidenza degli ignoranti verso tutto ciò che è chimico: i composti artificiali non sono affatto sgradevoli o pericolosi. Per dimostrarci come si può creare un profumo giocando con natura e scienza, Tauer ci ha fatto annusare dell'essenza naturale di rosa centifolia, poi del phenylethyl alcohol (che profuma anch'esso di rosa ed è un componente dell'essenza naturale) e infine le due sostanze mescolate. La rosa naturale è molto debole, mentre la versione sintetica è più pungente e potente. Insieme, si esaltano, creando una rosa viva e vibrante.
"Poi" ha continuato "ho perso il lavoro e ho avuto ancora più tempo libero, così invitavo di continuo gli amici a cena. Uno di loro ha una libreria che vende anche artigianato marocchino e, una sera che avevamo bevuto parecchio, mi ha chiesto di creare un profumo da vendere nel suo negozio. Così ho creato Le Maroc Pour Elle. Che è stato un flop". Annusandolo, non è difficile capire il motivo: non sa di "profumo", sa di spezie, essenze e vapori che escono da un hammam, dove le donne vengono massaggiate con olio essenziale di rosa e balsamo di tigre, insomma, è ottimo ma non "commerciale". "Allora" spiega Tauer "visto che con in femminile era andata male, ho provato con un maschile L'air du desert marocain. Un secondo flop." Stavolta più difficile da capire: La fragranza è interessante, evocativa, ha alcune note balsamiche in comune con Le Maroc pour elle, ma è molto più "normale" tanto che ricorda un po' Santos di Cartier, anche se è più esotico e originale. Il punto di svolta, per il profumiere svizzero, è stato l'incontro, in rete, con Luca Turin, il celebre critico di fragranze, che assegna una valutazione, in stelle, da 1 (schifezza) a 5 (divino) a quasi tutti i profumi che escono. "Ci siamo conosciuti attraverso il suo blog e gli ho mandato alcuni campioni. Ha dato cinque stelle a L'air du desert. Che da allora ha cominciato a vendere". Poi Tauer ci ha fatto provare Lonestar memories, un cuoiato che sa di cavalli e praterie "ispirato all'anno in cui, da giovane, ho vissuto in Texas"; il fiorito e freschissimo Rêverie au jardin e due incensi affascinanti: Incense rosé, fiorito e agrumato e Incense extrême, purissimo come il fumo che esce dal turibolo. Infine Tauer ci ha presentato due creazioni non ancora in commercio. Uno è una cosa saponosa che ad altri è piaciuta ma a me proprio no e l'altra è Rose Chyphré, un piccolo capolavoro olfattivo che spero di poter comprare presto: è la fragranza della rosa depurata di tutta la leziosità e l'oleosità e potenziata negli aspetti speziati e legnosi.
Grazie a Bergamotto e benzoino, il miglior blog italiano sui profumi, da cui ho saputo dell'incontro.

martedì 17 marzo 2009

Souk al fregatourist


Se andate a Tunisi e incontrate il signore che vedete nella foto, vi racconterà che lavora nel vostro albergo e che, siccome gli è appena nata una figlia, vuole offrirvi da bere. Vi porterà in un bar lì vicino e insisterà per pagare lui.


Poi, dato che vi trova molto simpatici, si offrirà di accompagnarvi alla Medina, dove solo per oggi c'è la festa dei tappeti. Vi dirà che conosce un'ottima profumeria e una fabbrica di tappeti originali, dove vi faranno un prezzo di favore, grazie al fatto che siete clienti dell'albergo e, soprattutto, amici suoi. A quel punto, vi consiglio vivamente di salutarlo da parte mia e piantarlo in asso, dopo esservi bevuti il caffè alla sua salute.

Se invece crederete di aver incontrato una persona sincera, pronta a mostrarvi la Tunisia autentica, vi farà spendere 20 euro per 10 grammi di essenza alla Maison du Parfumeur, in Rue Sidi Ben Arous vicino all'angolo con Rue de la Kasba e poi vi chiederà 20 dinari in prestito per comprarvi un regalo "da parte della mia bimba appena nata, perché da noi si usa così" e vi porterà in una fabbrica di tappeti, dove cercheranno di farveli comprare a prezzi esorbitanti. Appena gli direte che non intendete spendere altri soldi e che volete visitare i monumenti, sparirà dicendo che deve correre in ospedale da sua moglie e che vi porterà il dono in albergo quella sera. Vi darà pure la sua parola di musulmano. Facendo un giro nel souk, scoprirete che 10 grammi di essenza costano al massimo 5 dinari (circa 2,70 euro).

Ovviamente non rivedrete mai più il vostro amico. Se chiederete alla reception, vi diranno che non lavora nell'albergo e che non siete il primo turista a cascarci.

A questo punto vi chiederete: "ma papà ti manda sola, alla tenera età di 37 anni?"

L'unica cosa che posso dire a mia discolpa è che nei giorni precedenti avevo incontrato solo persone gentili, disponibili e disinteressate, che mi hanno fatto sentire davvero a casa. La maggioranza dei tunisini è onesta e molto ospitale. Per fortuna, un altro turista ha fotografato il truffatore e il management dell'albergo l'ha denunciato alla polizia.

Purtroppo non è l'unico a esercitare la professione di fregaturist: l'ultima sera, uscendo da un altro albergo, ho incontrato un giovanotto che si è presentato come dipendente dell'hotel e mi ha detto che la mattina dopo, alla Medina, c'era la festa dei tappeti e se volevo, mi ci avrebbe accompagnata...

Mi sono trovata molto bene, invece, nel negozio Aux vrais parfums d'orient al 43 del Souk el Attarine, che in arabo significa mercato dei profumi. Per 30 grammi di oud e di garofano di buona qualità ho pagato 15 dinari, naturalmente dopo strenua contrattazione. Il venditore è gentile, competente e tifoso dell'Inter.